


Il progetto si concentra sull’analisi in laboratorio del moto ondoso, osservando il fenomeno in due dimensioni all’interno di un canale artificiale. Lavorando al Demo Center di Lecce di EUMER, ho seguito i profili che l’onda assume nelle fasi di crescita, ripidità , frangimento e dispersione. Mi interessava la precisione di questo ambiente, dove lo stesso evento può essere prodotto più volte e confrontato, in questo caso specifico rendendo il mare leggibile.
La miniaturizzazione è parte del processo. Porzioni di costa vengono ricostruite come modelli operativi e messe alla prova con materiali diversi. Sabbie, ghiaie, blocchi ed elementi frangiflutto entrano come variabili. Forma, grana e porosità modificano la risposta dell’acqua e il modo in cui l’energia viene assorbita o rimandata. In questa scala ridotta una scelta diventa subito visibile, perché sposta l’andamento dell’onda, il punto in cui si spezza, la velocità con cui perde intensità . Ho fotografato questi campioni come frammenti di paesaggio compressi.
In laboratorio il mare viene organizzato in una sequenza di prove. L’acqua perde l’idea di paesaggio e assume quella di interfaccia, una superficie che registra forze e perdite, e che rende visibile un futuro possibile.
Ringrazio il prof. Giuseppe Tomasicchio, il prof. Antonio Francone, la prof.ssa Elisa Leone e Maria Teresa Contaldo.
The project focuses on the laboratory analysis of wave motion, observing the phenomenon in two dimensions within an artificial channel. Working at EUMER’s Demo Center in Lecce, I followed the wave profiles across phases of growth, steepening, breaking and dispersion. I was drawn to the precision of this environment, where the same event can be generated repeatedly and compared, making the sea legible in this specific context.
Miniaturisation is part of the process. Sections of coastline are reconstructed as operational models and tested with different materials. Sand, gravel, blocks and breakwater elements function as variables. Shape, grain and porosity alter the way water responds and how energy is absorbed or returned. At this reduced scale, a decision becomes immediately visible, shifting the wave’s behaviour, the point at which it breaks, and the speed at which it loses intensity. I photographed these samples as compressed fragments of landscape.
In the laboratory, the sea is organised into a sequence of tests. Water sheds the idea of landscape and becomes an interface, a surface that records forces and losses, and makes a possible future visible.
I would like to thank Prof. Giuseppe Tomasicchio, Prof. Antonio Francone, Prof. Elisa Leone and Maria Teresa Contaldo.















Stratigrafia onda I

Stratigrafia onda II








The project focuses on the laboratory analysis of wave motion, observing the phenomenon in two dimensions within an artificial channel. Working at EUMER’s Demo Center in Lecce, I followed the wave profiles across phases of growth, steepening, breaking and dispersion. I was drawn to the precision of this environment, where the same event can be generated repeatedly and compared, making the sea legible in this specific context.
Miniaturisation is part of the process. Sections of coastline are reconstructed as operational models and tested with different materials. Sand, gravel, blocks and breakwater elements function as variables. Shape, grain and porosity alter the way water responds and how energy is absorbed or returned. At this reduced scale, a decision becomes immediately visible, shifting the wave’s behaviour, the point at which it breaks, and the speed at which it loses intensity. I photographed these samples as compressed fragments of landscape.
In the laboratory, the sea is organised into a sequence of tests. Water sheds the idea of landscape and becomes an interface, a surface that records forces and losses, and makes a possible future visible.
I would like to thank Prof. Giuseppe Tomasicchio, Prof. Antonio Francone, Prof. Elisa Leone and Maria Teresa Contaldo.

















Stratigrafia onda I

Stratigrafia onda II






Il progetto si concentra sull’analisi in laboratorio del moto ondoso, osservando il fenomeno in due dimensioni all’interno di un canale artificiale. Lavorando al Demo Center di Lecce di EUMER, ho seguito i profili che l’onda assume nelle fasi di crescita, ripidità , frangimento e dispersione. Mi interessava la precisione di questo ambiente, dove lo stesso evento può essere prodotto più volte e confrontato, in questo caso specifico rendendo il mare leggibile.
La miniaturizzazione è parte del processo. Porzioni di costa vengono ricostruite come modelli operativi e messe alla prova con materiali diversi. Sabbie, ghiaie, blocchi ed elementi frangiflutto entrano come variabili. Forma, grana e porosità modificano la risposta dell’acqua e il modo in cui l’energia viene assorbita o rimandata. In questa scala ridotta una scelta diventa subito visibile, perché sposta l’andamento dell’onda, il punto in cui si spezza, la velocità con cui perde intensità . Ho fotografato questi campioni come frammenti di paesaggio compressi.
In laboratorio il mare viene organizzato in una sequenza di prove. L’acqua perde l’idea di paesaggio e assume quella di interfaccia, una superficie che registra forze e perdite, e che rende visibile un futuro possibile.
Ringrazio il prof. Giuseppe Tomasicchio, il prof. Antonio Francone, la prof.ssa Elisa Leone e Maria Teresa Contaldo.
