
Monkeys 2025

Elephants, 2025

Tiger, 2025
During a consultation at the Royal Library, I came across a photographic album donated to King Charles Albert of Savoy. A sequence of exotic animals portrayed inposed tableaux, isolated against neutral backdrops and fencing, extracted from their environment and relocated into an artificial dimension: the gardens of the Royal Riding School, which for a limited period became the site of a zoo. Still and silent images, yet charged with tension, as if waiting for a place to inhabit. Tigers, lions, llamas, bears, giraffes, monkeys, birds and elephants were arranged among stables, courtyards and neoclassical façades, in a paradoxical coexistence of fauna and military architecture.
That brief interval reflected a desire for possession and control, exercised also through the staging of a natural paradox. The animals became symbols of an elsewhere captured and resettled, living fragments of a world turned into spectacle.
From this episode I imagined a return in the form of apparitions: animal shadows moving among scaffolding and ruins, interrupting the space of the building site. Fragile projections, destined to dissolve. In this passage, the past grafts itself onto the present, reopening the memory of a will to dominate and transforming it into an ephemeral image that cannot be possessed.
Durante una consultazione alla Biblioteca Reale, mi sono imbattuta in un album fotografico donato a Re Carlo Alberto di Savoia. Una sequenza di animali esotici ritratti in posa, isolati su fondali neutri e recinzioni, estratti dal loro ambiente e ricollocati in una dimensione artificiale: il giardino della Cavallerizza Reale, che per un periodo limitato divenne sede di uno zoo. Immagini ferme e silenziose, eppure in tensione, come in attesa di un luogo da abitare. Tigri, leoni, lama, orsi, giraffe, scimmie, uccelli ed elefanti, vennero sistemati tra scuderie, cortili e facciate neoclassiche, in una convivenza paradossale tra fauna e architettura militare.
Quella parentesi temporale, rifletteva un desiderio di possesso e di controllo che si esercitava anche attraverso la messa in scena di un paradosso naturale. Gli animali diventavano simboli di un altrove catturato e ricollocato, frammenti viventi di un mondo reso spettacolo.
Da questa vicenda ho immaginato un ritorno in forma di apparizioni. Ombre di animali che si muovono tra le impalcature e le rovine, interferendo con lo spazio del cantiere. Proiezioni fragili, destinate a dissolversi. In questo attraversamento il passato si innesta nel presente, riaprendo la memoria di una volontà di dominio e trasformandola in immagine effimera, che non si lascia possedere.

Giraffe, 2025

Crowned cranes, 2025

Undergrowth, 2025

Fossil pattern, 2025

Crows, 2025

Black vine, 2025

Lion, 2025

Fence, 2025

Monkeys, 2025

Beam, 2025

Elephants, 2025
During a consultation at the Royal Library, I came across a photographic album donated to King Charles Albert of Savoy. A sequence of exotic animals portrayed inposed tableaux, isolated against neutral backdrops and fencing, extracted from their environment and relocated into an artificial dimension: the gardens of the Royal Riding School, which for a limited period became the site of a zoo. Still and silent images, yet charged with tension, as if waiting for a place to inhabit. Tigers, lions, llamas, bears, giraffes, monkeys, birds and elephants were arranged among stables, courtyards and neoclassical façades, in a paradoxical coexistence of fauna and military architecture.
That brief interval reflected a desire for possession and control, exercised also through the staging of a natural paradox. The animals became symbols of an elsewhere captured and resettled, living fragments of a world turned into spectacle.
From this episode I imagined a return in the form of apparitions: animal shadows moving among scaffolding and ruins, interrupting the space of the building site. Fragile projections, destined to dissolve. In this passage, the past grafts itself onto the present, reopening the memory of a will to dominate and transforming it into an ephemeral image that cannot be possessed.

Tiger, 2025

Monkeys 2025

Giraffe, 2025

Crowned cranes, 2025

Undergrowth, 2025

Fossil pattern, 2025

Crows, 2025

Black vine, 2025

Lion, 2025

Fence, 2025

Monkeys, 2025
Durante una consultazione alla Biblioteca Reale, mi sono imbattuta in un album fotografico donato a Re Carlo Alberto di Savoia. Una sequenza di animali esotici ritratti in posa, isolati su fondali neutri e recinzioni, estratti dal loro ambiente e ricollocati in una dimensione artificiale: il giardino della Cavallerizza Reale, che per un periodo limitato divenne sede di uno zoo. Immagini ferme e silenziose, eppure in tensione, come in attesa di un luogo da abitare. Tigri, leoni, lama, orsi, giraffe, scimmie, uccelli ed elefanti, vennero sistemati tra scuderie, cortili e facciate neoclassiche, in una convivenza paradossale tra fauna e architettura militare.
Quella parentesi temporale, rifletteva un desiderio di possesso e di controllo che si esercitava anche attraverso la messa in scena di un paradosso naturale. Gli animali diventavano simboli di un altrove catturato e ricollocato, frammenti viventi di un mondo reso spettacolo.
Da questa vicenda ho immaginato un ritorno in forma di apparizioni. Ombre di animali che si muovono tra le impalcature e le rovine, interferendo con lo spazio del cantiere. Proiezioni fragili, destinate a dissolversi. In questo attraversamento il passato si innesta nel presente, riaprendo la memoria di una volontà di dominio e trasformandola in immagine effimera, che non si lascia possedere.

Beam, 2025