
Piha

White Roses
The Vanished Rose Grower originates from the disappearance of Francesco, a relative who emigrated to New Zealand in the 1960s and vanished near the black sands of Piha, a place still marked by unresolved incidents. The letters, notes and photographs that remain outline an unsettled presence, shaped by repetitive rituals and by a constant desire to move away from his own present.
In 2024 I travelled to the Waitākere area to follow the daily routes he had traced and recounted. Each day I walked without a fixed destination, observing and documenting what he might have seen before disappearing. The landscape, with its ambivalent nature made of dense forests, dark sand and abrupt shifts in weather, takes the form of an unstable archive able to generate perceptual and temporal displacements. The volcanic matter of Piha filters into the images and suggests points where the scene seems to open toward an alternative direction.
The Vanished Rose Grower speaks of that interval in which life attempts to turn elsewhere. It is a non-place suspended between dream and nightmare, almost imperceptible yet sufficient to render visible the distance between who we are and who we might wish to become.
The project includes a selection of documents, an original sound composition and a video. The subtitles of the video, drawn from the original archival materials, have been reworked into an interior reverie that conveys the tension toward an imagined elsewhere, a place where transformation becomes possible.
The Vanished Rose Grower nasce dalla scomparsa di Francesco, un familiare emigrato in Nuova Zelanda negli anni Sessanta e svanito nei pressi della spiaggia nera di Piha, un luogo tuttora segnato da episodi rimasti irrisolti. Le lettere, gli appunti e le fotografie che restano delineano una presenza inquieta, attraversata da rituali ripetitivi e da un desiderio costante di allontanarsi dal proprio presente.
Nel 2024 ho raggiunto l’area di Waitākere per seguire i percorsi quotidiani che aveva tracciato e raccontato. Ogni giorno ho camminato senza una meta precisa, osservando e documentando ciò che avrebbe potuto vedere prima di scomparire. Il paesaggio, con la sua natura ambivalente fatta di foreste fitte, sabbia scura e cambiamenti repentini del clima, assume la forma di un archivio instabile, capace di generare scarti percettivi e temporali. La materia vulcanica di Piha filtra nelle immagini e suggerisce punti in cui la scena sembra aprirsi verso una direzione alternativa.
The Vanished Rose Grower racconta quello scarto in cui la vita tenta un’altra direzione. È un non luogo sospeso tra sogno e incubo, quasi impercettibile ma sufficiente a rendere visibile la distanza tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere.
Il progetto include una selezione di documenti, una colonna sonora inedita e un video. I sottotitoli del video, costruiti a partire dai materiali d’archivio originali, sono stati rielaborati in un vagheggiamento interiore che restituisce la tensione verso un altrove immaginato, un luogo in cui diventa possibile trasformarsi in qualcos’altro.

Moonlanding

Sleepwalker

Waitakere

Glowworms

Moonlight

Seaweed

Fire station

Echo

White Roses
The Vanished Rose Grower originates from the disappearance of Francesco, a relative who emigrated to New Zealand in the 1960s and vanished near the black sands of Piha, a place still marked by unresolved incidents. The letters, notes and photographs that remain outline an unsettled presence, shaped by repetitive rituals and by a constant desire to move away from his own present.
In 2024, I travelled to the Waitākere area to follow the daily routes he had traced and recounted. Each day I walked without a fixed destination, observing and documenting what he might have seen before disappearing. The landscape, with its ambivalent nature made of dense forests, dark sand and abrupt shifts in weather, takes the form of an unstable archive able to generate perceptual and temporal displacements. The volcanic matter of Piha filters into the images and suggests points where the scene seems to open toward an alternative direction.
The Vanished Rose Grower speaks of that interval in which life attempts to turn elsewhere. It is a non-place suspended between dream and nightmare, almost imperceptible yet sufficient to render visible the distance between who we are and who we might wish to become.
The project includes a selection of documents, an original sound composition and a video. The subtitles of the video, drawn from the original archival materials, have been reworked into an interior reverie that conveys the tension toward an imagined elsewhere, a place where transformation becomes possible.

Piha

Moonlanding

Sleepwalker

Waitakere

Glowworms

Moonlight

Seaweed

Fire station
The Vanished Rose Grower nasce dalla scomparsa di Francesco, un familiare emigrato in Nuova Zelanda negli anni Sessanta e svanito nei pressi della spiaggia nera di Piha, un luogo tuttora segnato da episodi rimasti irrisolti. Le lettere, gli appunti e le fotografie che restano delineano una presenza inquieta, attraversata da rituali ripetitivi e da un desiderio costante di allontanarsi dal proprio presente.
Nel 2024 ho raggiunto l’area di Waitākere per seguire i percorsi quotidiani che aveva tracciato e raccontato. Ogni giorno ho camminato senza una meta precisa, osservando e documentando ciò che avrebbe potuto vedere prima di scomparire. Il paesaggio, con la sua natura ambivalente fatta di foreste fitte, sabbia scura e cambiamenti repentini del clima, assume la forma di un archivio instabile, capace di generare scarti percettivi e temporali. La materia vulcanica di Piha filtra nelle immagini e suggerisce punti in cui la scena sembra aprirsi verso una direzione alternativa.
The Vanished Rose Grower racconta quello scarto in cui la vita tenta un’altra direzione. È un non luogo sospeso tra sogno e incubo, quasi impercettibile ma sufficiente a rendere visibile la distanza tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere.
Il progetto include una selezione di documenti, una colonna sonora inedita e un video. I sottotitoli del video, costruiti a partire dai materiali d’archivio originali, sono stati rielaborati in un vagheggiamento interiore che restituisce la tensione verso un altrove immaginato, un luogo in cui diventa possibile trasformarsi in qualcos’altro.

Echo