
Scultura in pietra di Sebastiano De Bartoli, 2024

Analisi del vino, 2024

Battista, 2024
In Pantelleria, I documented the cultivation of the bush-trained vine, a traditional agricultural technique recognised as UNESCO Intangible Cultural Heritage. It is based on orally transmitted knowledge, shaped by repeated gestures adapted to wind, stone, and water scarcity.
Through encounters with local growers, I observed how the agricultural landscape is built over time. Every intervention leaves a mark. The vineyard becomes a living archive, shaped by daily actions and technical choices.
My work focuses on the ritual dimension of the process and on the relationship between the body, labour, and the morphology of the land. The images follow the phases of cultivation, postures, and tools. They reveal precision and repetition, but also the improvisation required to adapt to the soil’s conditions.
The project is part of UN:IT, an initiative promoted by ICCD that explores intangible heritage through the lens of contemporary artists.
A Pantelleria ho documentato la coltivazione della vite ad alberello, una tecnica agricola tradizionale riconosciuta come patrimonio culturale immateriale UNESCO. Si basa su un sapere orale, fatto di gesti ripetuti, adattati al vento, alla pietra, alla scarsità d’acqua.
Attraverso il confronto con diversi produttori locali, ho osservato come il paesaggio agricolo si costruisca nel tempo. Ogni intervento sul terreno lascia una traccia. La vigna diventa un archivio in continua trasformazione, fatto di gesti quotidiani e scelte tecniche.
Il mio lavoro si concentra sulla ritualità del processo, sulla relazione tra il corpo, il lavoro e la morfologia del territorio. Le immagini seguono le fasi della coltivazione, le posture, gli strumenti. Mostrano la precisione e la ripetizione, ma anche l’improvvisazione necessaria per adattarsi alle condizioni del suolo.
Il progetto fa parte di UN:IT, iniziativa promossa da ICCD che esplora il patrimonio immateriale attraverso lo sguardo di artisti contemporanei.

Grandezza chicco di zibibbo, 2024






































Vendemmia, 2024
Zibibbo di Antonio D'Aietti, 2024
Vendemmia, 2024
Vendemmia Mueggen, 2024
Uva, 2024
Uva passa, 2024
Tronco secco di vite ad alberello n.1, 2024
Tronco secco di vite ad alberello n.2, 2024
Sebastiano De Bartoli, 2024
Sebastiano De Bartoli, 2024
Scambiatore termico, 2024
Rosario, 2024
Rasteddro, 2024
Quadro di temperature sistema di refrigerazione vasche, 2024
Processo di essicamento uva, 2024
Pirtuso pu maiolo, 2024
Pigiatura, 2024
Pietra vulcanica stratificata, 2024
Piccole pomici e frammenti di argilla dura, 2024
Paste in fermentazione, 2024
Passito e tubo, 2024
Mueggen, 2024
Mostimetro, 2024
Macchina tappatrice, 2024
Giuseppe Maccotta, 2024
Francesco Alestra e Nicola Occhipinti,De Bartoli, 2024
Franca Rosa D'Aietti,Vendemmia Mueggen, 2024
Foglia trilobate zibibbo, 2024
Dolia, 2024
Vivaio Paulsen, 2024
Diraspapigiatrice, 2024
Chicchi d'uva, 2024
Cassette, 2024
Botti di legno, 2024
Birrina, 2024
Barbatella di zibibbo, 2024
Assaggio passito dalla botte, 2024
Appassimento uva, 2024

Quattrogranfe, 2024

Altezza vite al alberello, 2024

Vivaio Paulsen, 2024

Analisi del vino, 2024
In Pantelleria, I documented the cultivation of the bush-trained vine, a traditional agricultural technique recognised as UNESCO Intangible Cultural Heritage. It is based on orally transmitted knowledge, shaped by repeated gestures adapted to wind, stone, and water scarcity.
Through encounters with local growers, I observed how the agricultural landscape is built over time. Every intervention leaves a mark. The vineyard becomes a living archive, shaped by daily actions and technical choices.
My work focuses on the ritual dimension of the process and on the relationship between the body, labour, and the morphology of the land. The images follow the phases of cultivation, postures, and tools. They reveal precision and repetition, but also the improvisation required to adapt to the soil’s conditions.
The project is part of UN:IT, an initiative promoted by ICCD that explores intangible heritage through the lens of contemporary artists.

Battista, 2024

Scultura in pietra di Sebastiano De Bartoli, 2024

Grandezza chicco di zibibbo, 2024

Altezza vite al alberello, 2024






































Vendemmia, 2024
Zibibbo di Antonio D'Aietti, 2024
Vendemmia, 2024
Vendemmia Mueggen, 2024
Uva, 2024
Uva passa, 2024
Tronco secco di vite ad alberello n.1, 2024
Tronco secco di vite ad alberello n.2, 2024
Sebastiano De Bartoli, 2024
Sebastiano De Bartoli, 2024
Scambiatore termico, 2024
Rosario, 2024
Rasteddro, 2024
Quadro di temperature sistema di refrigerazione vasche, 2024
Processo di essicamento uva, 2024
Pirtuso pu maiolo, 2024
Pigiatura, 2024
Pietra vulcanica stratificata, 2024
Piccole pomici e frammenti di argilla dura, 2024
Paste in fermentazione, 2024
Passito e tubo, 2024
Mueggen, 2024
Mostimetro, 2024
Macchina tappatrice, 2024
Giuseppe Maccotta, 2024
Francesco Alestra e Nicola Occhipinti,De Bartoli, 2024
Franca Rosa D'Aietti,Vendemmia Mueggen, 2024
Foglia trilobate zibibbo, 2024
Dolia, 2024
Vivaio Paulsen, 2024
Diraspapigiatrice, 2024
Chicchi d'uva, 2024
Cassette, 2024
Botti di legno, 2024
Birrina, 2024
Barbatella di zibibbo, 2024
Assaggio passito dalla botte, 2024
Appassimento uva, 2024

Quattrogranfe, 2024

Vivaio Paulsen, 2024
A Pantelleria ho documentato la coltivazione della vite ad alberello, una tecnica agricola tradizionale riconosciuta come patrimonio culturale immateriale UNESCO. Si basa su un sapere orale, fatto di gesti ripetuti, adattati al vento, alla pietra, alla scarsità d’acqua.
Attraverso il confronto con diversi produttori locali, ho osservato come il paesaggio agricolo si costruisca nel tempo. Ogni intervento sul terreno lascia una traccia. La vigna diventa un archivio in continua trasformazione, fatto di gesti quotidiani e scelte tecniche.
Il mio lavoro si concentra sulla ritualità del processo, sulla relazione tra il corpo, il lavoro e la morfologia del territorio. Le immagini seguono le fasi della coltivazione, le posture, gli strumenti. Mostrano la precisione e la ripetizione, ma anche l’improvvisazione necessaria per adattarsi alle condizioni del suolo.
Il progetto fa parte di UN:IT, iniziativa promossa da ICCD che esplora il patrimonio immateriale attraverso lo sguardo di artisti contemporanei.